DIABOLIK

Il genio del travestimento

È tempo di Carnevale, di maschere e travestimenti. Questi sono i giorni dell’anno in cui essere diversi da quel che siamo è lecito e auspicabile, e porta solo bene. Giorni di festa e libertà in cui i vampiri giocano con le damine, le guardie coi ladri, i pirati con le fate. In cui draghi, fantasmi, mostri hanno la stessa dignità e bellezza di maghi, principi e principesse, e nessun bambino ha più paura di niente.

L’eroe moderno tra i più ammirati da più di una generazione, è Diabolik. Silenzioso e agile come una pantera, con la sua tuta aderente a pelle, nero integrale, e quella straordinaria capacità solo sua di diventare chiunque altro lui voglia, Diabolik, in quanto a trasformazioni, è insuperabile.

Luca Marinelli interpreta Diabolik nel film omonimo diretto dai Manetti Bros. (2021)
Miriam Leone interpreta Eva Kant

Quando nasce

Il 1° novembre del 1962 nelle edicole italiane, al prezzo di 150 lire, compare il primo numero di Diabolik, con titolo e sottotitolo esplicativi: Il re del terrore. Il fumetto del brivido.

È una grande innovazione, non solo per la nascita di questo eroe spaventoso ma carismatico e bello, ma anche perché, con lui, nasce il “formato Diabolik”.

Si tratta di piccoli albi che stanno in una mano, che entrano in una tasca. Hanno solo due o tre vignette per pagina, ma sono grandi abbastanza da contenere anche dialoghi ricchi e articolati, necessari in un fumetto d’azione. Le autrici Angela e Giuliana Giussani, che abitavano vicino alla stazione, avevano osservato l’andirivieni di pendolari e viaggiatori che ogni giorno passavano sotto le loro finestre, e avevano voluto creare un formato comodo, adatto proprio alla lettura in treno.

Fu una intuizione geniale che negli anni successivi fu copiata e riproposta da decine di editori di fumetti.

Chi è

Sin dal primo episodio, la sua personalità, sembra già delineata. Diabolik è intelligente e ingegnoso. Sa come scavare una montagna, bucare l’asfalto, deviare un corso d’acqua e simulare una cascata. È in grado di scomparire nel nulla senza lasciare tracce, può nascondersi dove gli pare, è imprendibile, perché ha dei rifugi molto sicuri disseminati ovunque, anche nelle viscere della terra.

Diabolik sa progettare e poi costruire, tutto quello che vuole. È creativo e geniale, e grazie alle maschere realistiche che lui stesso realizza, è in grado di assumere diverse fisionomie. Diabolik prende in prestito i lineamenti di chiunque lui voglia, se questo può tornare utile al compimento del suo piano.

Diabolik è anche sentimentale, è innamorato e fedele. La sua compagna di vita e complice negli affari, è Eva Kant. Arriva dall’alta società e ha rinunciato alle comode certezze della sua vita agiata per condividere con lui tutto, l’amore e il lusso, la passione e il pericolo. Si unirà a Diabolik in un secondo momento, nella sua primissima apparizione, infatti, lui è solo.

Degno avversario del nostro genio del male è l’ispettore Ginko, un poliziotto di grande rigore che dedica tutto il suo tempo e le sue energie alla caccia dell’imprendibile Diabolik.

Dal giorno in cui apparse per la prima volta, il ladro più bello e ingegnoso di ogni tempo non ha mai smesso di appassionare i suoi lettori, giovanissimi ma anche adulti, e di qualsiasi tipo.

Diabolik piace a tutti.

Diabolik, il librone rosso, di Angela e Luciana Giussani, Mondadori, 2001.

Questo librone edito nel 2001, che nel mercato vintage dei libri introvabili ha molto valore, contiene alcune tra le più famose storie di Diabolik. Un lungo dossier e un interessante articolo scritto da Alfredo Castelli e Mario Gomboli arricchiscono l’opera.     
Tra gli appassionati è conosciuto semplicemente come Il libro Rosso di Diabolik, e rappresenta un pezzo imperdibile per ogni vero collezionista.

Diabolik, il librone rosso è disponibile per la consultazione e il prestito, nello spazio adibito a Biblioteca dei Ragazzi, presso il Museo di Storia Naturale di Foggia.

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Pugliese. Quel che più ama: i figli, il blu mare, i colori primari e - a partire da quelli - tutti gli altri, la pagina scritta, la parola che cura, i bambini, danzare, la sua Stromboli.

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